martedì 27 febbraio 2007

Pc agli insegnati, manca ancora il decreto attuativo

Nella finanziaria era prevista un'agevolazione per l'acquisto di PC da parte di insegnanti: la norma è stata confermata? E, se sì, quali sono le condizioni da rispettare?



L'agevolazione è contenuta nel comma 296 della Finanziaria. La norma stabilisce che per l'anno 2007, ai docenti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, nonché al personale docente presso le università statali ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, venga riconosciuta una detrazione dall'imposta del 19 per cento delle spese sostenute per l'acquisto di un solo personal computer nuovo di fabbrica, fino ad un importo massimo di spesa pari a 1.000 euro. Per le condizioni da rispettare occorre attendere il relativo decreto attuativo.







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sabato 17 febbraio 2007

Autoclave solo per i piani alti: come si dividono le spese?

Autoclave
in un palazzo di 18 piani con impianto comune per la fornitura idrica,
ma con impianto di autoclave asservito solo ai piani alti. Come si
dividono le varie spese? Grazie (Rodolfo F.)
L'articolo
1123 del Codice Civile stabilisce che in un edificio sono
impianti destinati servire solo una parte fabbricato,
le spese relative alla loro manutenzione sono a del gruppo di
condomini che ne trae utilità.




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Lastrico solare, per la Cassazione pagano i 2/3 solo i condomini coperti



Non
sono d'accordo con l'esperto che sulle spese per il terrazzo di
copertura attribuisce 1/3 al proprietario dell'attico e 2/3 ai restanti
condomini. In realtà il codice dice 2/3 fra tutti i condonimi, quindi
anche il proprietario dell'attico, che paga 1/3 come proprietario, e
per i rispettivi millesimi come condomino. Cosa dice l'esperto? (Guido
B.)
Sulla vicenda è intervenuta
più volte la Cassazione. Unna sentenza per tutte, 5125/93: "In base
al criterio di ripartizione delle spese stabilito dall'art. 1126 cod.
civ. il proprietario esclusivo del lastrico solare (cui va equiparata
la terrazza a livello) deve contribuire nelle spese di riparazione
soltanto nella misura di un terzo, senza dover concorrere nella
ripartizione degli altri due terzi della spesa stessa che restano a
carico dei soli proprietari dei piani sottostanti ai quali il lastrico
(o la terrazza) serve da copertura." L'esperto si limita a riportare
le indicazioni date della Cassazione sentenze nelle quali ha
esaminato questo tipo di controversie, e la Cassazione non è mai
tornata indietro rispetto a questa "interpretazione autentica".




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mercoledì 14 febbraio 2007

Immobili nuovi, la polizza decennale copre da tutti i rischi

Quali sono le garanzie che deve fornire il venditore di un immobile di nuova costruzione all'acquirente anche dopo l'atto di vendita? Grazie e saluti. (Francesco C.)



La legge di tutela degli acquirenti di immobili da costruire - Decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122- ha previsto, all'articolo 4, l'obbligo per il costruttore di rilasciare al momento del rogito una polizza decennale di copertura per tutti i rischi e i difetti di costruzione. Gli immobili interessati sono quelli per i quali il permesso di costruire o altro titolo abilitativo alla costruzione è stato richiesto successivamente alla data di entrata in vigore della legge (21 luglio 2005). Nel caso in cui l'immobile non rientrasse tra quelli provisti dalla legge, si applica comunque l'articolo l'articolo 1669 del Codice Civile in base al quale "Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia."In sostanza in caso di vizi del suolo e difetti dei quali è responsabile il costruttore, ad esempio infiltrazioni dovute a scarsa coibentazione, crepe per cedimenti strutturali, impianti fognari non efficienti, ecc, il difetto va denunciato entro un anno dalla comparsa, ma se non c'è risposta, entro lo stesso termine va rinnovata la denuncia o avviata una causa, altrimenti si decade dal diritto.





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giovedì 8 febbraio 2007

Rifacimento balconi, chi non li possiede contribuisce solo in parte alle spese

Buongiorno. Stiamo ristrutturando la facciata di un palazzo con 8 appartamenti (Categoria A1). Durante i lavori è emerso che i balconi sono in uno stato fatiscente. L'unica soluzione a detta dell'impresa è ricostruirli completamente.Tralasciando le modalità per questa operazione sulle quali stiamo ancora discutendo, il problema principale è diventato la ripartizione di questo costo imprevisto tra tutti i condomini.I proprietari dei due piani terra che non hanno terrazzi sostengono che non devono assolutamente partecipare alla spesa. Di avviso contrario sono tutti gli altri proprietari delle abitazioni con terrazzi (tra cui il sottoscritto) Abbiamo proposto ai due condomini di rivolgerci ad un arbitrato per risolvere la questione ma non è stata accettata.Chiedo quindi se ci sono leggi disposizioni o consuetudini ecc¿ che regolamentino chiaramente queste situazioni e se in un eventuale ricorso alla giustizia possa avere un peso la loro indisponibilità a chiedere un parere di un terza persona per dirimenre la questione.

La Cassazione con la sentenza 4576 del 30 luglio 2004 è intervenuta su un caso simile, stabilendo che le spese di ricostruzione ve e e proprie sono a carico dei proprietari, mentre vanno suddivise tra tutti i condomini solo le spese relative ad eventuali strutture, se ce ne sono, che svolgono una funzione decorativa per la facciata. In dettaglio la Cassazione ha ribadito che i balconi aggettanti costituiscono un prolungamento della corrispondente unità immobiliare e, quindi, appartengono esclusivamente al proprietario di quest'ultima, mentre i soli rivestimenti ed elementi decorativi della parte frontale e di quella inferiore, quando si inseriscono nel prospetto dell'edificio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole, si devono considerare beni comuni a tutti. Una sentenza piuttosto chiara e che non lascia adito a dubbi.

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Danni da infiltrazione, per il rimborso occorre una delibera dell'assemblea se non sono lavori urgenti

Buongiorno. D'accordo con l'amministratore, ho effettuato dei lavori nel mio appartamento a causa di infiltrazioni di acqua provenienti dai muri esterni. Ora l'amministratore rifiuta di risarcirmi perchè aspetta che sia l'assemblea del condominio a deliberare. E' vero? E se l'assemblea non approva, che fare?

Si ha diritto ad ottenere il rimborso di una spesa non deliberata dall'assemblea se e solo se è possibile dimostrare di aver eseguito lavori urgenti e indifferibili. L'amministratore avrebbe dovuto informarla prima dell'intervento , e, in ogni caso, avrebbe dovuto convocare immediatamente un'assemblea per comunicare che aveva approvato i lavori. Se ora l'assemblea non esprime un parere favorevole le resta la possibilità di rivolgersi al giudice di pace per chiedere il rimborso all'amministratore se non ha rispettato i suoi doveri.

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sabato 3 febbraio 2007

Bologna città che cambia

In un post sul forum cittadino, in merito a una tematica energetica (a me tanto cara) sostenevo che Bologna aspirava a divenire una metropoli Europea (o che se non lo faceva, almeno che se lo ptrebbe permettere).

Un amico lettore del forum mi ha risposto come segue e di getto mi sono sentito di pubblicare la risposta che prontamente gli ho dato sul forum su come lo vedo io il problema dell'"Europeita'" della citta'.



aspira a diventare una metropoli? Questa mi è

nuova. Francamente io di Bolognesi che aspirano ad

essere Milano, Roma o Parigi con tutti i problemi

che ne derivano non ne ho mai sentiti. Io credo

che il Bolognese aspiri ad essere capitale per

qualità di vita come è stata per molti anni ed ora

non è più.










Ah si? ...e allora che resti la cittadina di provincia attuale con i sui 300.000 abitanti, sommersa dal traffico, senza collegamenti efficienti tra i centri intellettuali/economici/industriali. Se non migliori quello che puoi e almeno dove puoi, sei fregato.







Spero che il suo lavoro sia nella pastorizia e nell'agricoltura perchè se non ci diamo una regolata è li che andremo a finire (ha presente il medio evo?)







...e poi in Europa ci sono anche metropoli funzionali, efficienti e poco inquinate (rispetto a bologna) perchè la gli amministratori hanno impedito a costruttori di cementare tutto, hanno fatto si che venisse preservato il verde pubblico e con esso migliorasse il microclima cittadino.

Esistono metropoli dove lo spessore intellettuale e sociale dei residenti è un po più "elevato" rispetto a quello dell'italiano medio (e quindi anche di quello del bolognese medio).

In quelle metropoli l'educazione civica, la salvaguardia dell'ambiente e il rispetto delle norme sono pratica giornaliera e chi non le rispetta si vergogna da se, non si sente "un furbo" e "un sburòn" solo perchè nessuno gli fa il mazzo (e quando ti prendono che sgarri -ad esempio perchè non hai fatto controllare la tua caldaietta e stai "appestando" il vicinato-, la multa te la fanno e se la fanno pagare SUBITO).







A Bologna un tempo si stava molto bene, poi si è stato solo bene, adesso si sta così così...ma NON perchè la città sia cresciuta in dimensione (anzi..), semplicemente perchè si è sempre più "stupidizzata".







A Bologna c'è bisogno di recuperare il senso civico sia da parte di noi bolognesi sia da parte di quelli che ci sono venuti a fare compagnia e che contribuiscono a far divenire la città più europea: facendo i lavori che non vogliamo più fare, curando i nostri vecchi, pagando i tributi locali perchè è qui che sono venuti a vivere e lavorare, contribuendo alla "sprovincializzazione" della società che di riflesso deve saperne cogliere il senso e guidare il fenomeno di transizione in modo morbido e responsabile.





Andiamo a vedere quanti figli fanno in media i Bolognesi? a che età si sposano? e quanto a lungo campano poi? sono tutti problemi che in un contesto locale non sono sostenibili.



Il passaggio verso la metropoli europea è quindi purtroppo obbligato e già in corso (da anni).





L'importante è quindi guidare il cambiamento verso una spirale positiva per l'ambiente e la società, facendo ognuno scelte coscenziose e lungimiranti e sollecitando gli amministratori pro-tempore a fare anch'essi del loro meglio in questo senso: e quando non fanno bene o non danno il buon esempio..."a casa a calci nel sedere" (uomo avvisato...) non facciamo anche a Bologna come in parlamento che son sempre gli stessi da decenni (e lo abbiamo già capito che quelli pensano solo a loro no?)







Saluti,

KMo







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